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Radio Days - Storie di Rock FM 
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Titolo Radio Days - Storie di Rock FM
Descrizione ...intervista a Mox Cristadoro
Inviata da antlon


"Radio Days: Storie di Rock FM", il primo documento cartaceo sul caso RockFM scritto da Mox Cristadoro e pubblicato da Tsunami Edizioni.
Un libro che ho divorato in pochi giorni, che mi ha fatto rivivere alcuni momenti importanti di RockFM e che ha svelato qualche piccolo retroscena della vita della nostra Radio Rock preferita, nonché l'unica.
Un libro che non parla della storia di RockFM ma della storia di Mox all'interno di RockFM.

1) Come sei "arrivato" a scrivere questo libro?

Circa 6 anni fa, dopo essermi occupato di scrivere la prefazione del libro "100 Dischi ideali per capire il Punk", un mio amico di adolescenza, ora prestigioso editore indipendente, mi ha chiesto di scrivere per il suo marchio un volume "enciclopedico" definitivo sulla Storia del Punk in Italia, con tutti i nomi e i dettagli, nessuno escluso... con la certezza che io fossi in grado di affrontare e portare a termine un lavoro del genere.
Purtroppo dedicarsi alla scrittura di un libro richiede un estremo impegno e garantisce un ritorno economico assolutamente irrisorio...
Inoltre nessuno mi toglie della testa che più o meno tutto, di ogni argomento al mondo, sia già stato scritto ...
Per cui, nonostante la proposta allettante per la mia soddisfazione personale, declinai più volte l'invito... finché non mi venne l'idea di scrivere il libro sulla CRAMPS, la più creativa etichetta discografica che l'Italia abbia avuto, per lo meno negli anni 70 (il periodo in cui è esistita nel suo massimo splendore).
L'entusiasmo del mio amico editore al riguardo non mancò di certo, e, per quanto iniziai a imbastire il progetto, non riuscii a portarlo avanti per motivi di lavoro, di tempo, di stanchezza... insomma, l'età avanzata comincia a pesarmi addosso.
Cosicché, nei primi mesi del 2010, dopo l'ennesima richiesta di scrittura da parte del mio amico,  che ormai si era rassegnato e mi chiese "scrivi su quello che vuoi...", pensai all'assenza di un documento sul caso Rock FM, e, prospettandosi innanzi a me un'annata di semidisoccupazione, mi misi alla tastiera del PC e iniziai a ricordare dei "flash" inerenti a quel periodo, ormai deciso a colmare quella lacuna.
Partii da me stesso, per poi realizzare in un secondo momento, che il libro avrebbe dovuto essere il più "corale" possibile, e quindi coinvolgere tutte le figure, i compagni d'avventura, con cui ho avuto la fortuna di condividere quell'esperienza unica e irripetibile. Così, senza informare nessun ex DJ di RFM, chiesi solo un aiuto logistico all'amico "archivista" Umberto, per una fondamentale consultazione delle parole espresse da tutti, a ridosso della settimana di chiusura del nostro "mezzo". Tramite un nuovo giovane amico, Andrea Dimino, allievo giornalista musicale, provvedemmo alla trascrizione integrale delle interviste effettuate da Umberto a tutti noi, utile per completare la parte conclusiva del libro, "Bastardi senza Gloria", dedicata ai profili di ogni protagonista.
Alla fine ho suscitato l'interesse di Tsunami Edizioni, con cui avevo già ottimi rapporti personali: offrendosi di pubblicare il libro in tempi brevi, e, essendo il marchio di punta distribuito dal mio amico (che oltre ad esser editore, si occupa anche di distribuzione), non ci fu alcuna opposizione al riguardo: tutto sarebbe rimasto "in famiglia".
La "gestazione" per partorire quel lavoro è durata dai 9 ai 10 mesi..
Ora continuo ancora a rileggere le pagine che ho scritto, sentendomi addosso la responsabilità della percezione da parte di chi compra il libro, col dubbio fisiologico : "ma sarà compreso? sarà apprezzato?...
ma è troppo incompleto? o troppo esaustivo..."
Per fortuna, ora, i feedback che sto ricevendo via mail sono indistintamente positivi, quindi sono CONTENTO così.

2) Ascoltavi RockFM prima di diventarne parte attiva? io da "ascoltatore" ricordo esattamente quando ho scoperto RockFM, tu?

La verità è che, non avendo conoscenza e fiducia nel mezzo radiofonico italiano, durante tutti gli anni 90, mi sono concentrato quasi esclusivamente sui dischi, finché un giorno, un pò per caso, un pò per motivi lavorativi (militando per 15 anni nel settore discografico...) ho iniziato a seguire in modo assiduo, giornaliero e costante dei programmi radio: eravamo ormai negli anni 2000.
Al mattino ascoltavo Ariel e poi Max e poi ancora Claudia, etc. Ma alle 2 del pomeriggio, avevo l'obbligo "aziendale" di voltare la frequenza su Albertino, celebre DJ di un altrettanto famoso Network.
Rock FM , ovviamente la conoscevo, anzi,  nei '90 avevo frequentato un paio di volte gli studi di via Locatelli, in occasione di miei interventi da "musicista", negli eclettici programmi di Giulio Caperdoni.

3) Cosa voleva dire per te "lavorare" a Rock FM?

Un sogno inaspettato. Quasi tutti i giorni, negli ultimi 2 anni, ripetevo a me stesso che una vita così...non sarebbe durata a lungo!
Non intendevo certo portare sfiga o presagio catastrofico, con questo mio quotidiano pensiero, ma essere solo realistico (come ho sempre cercato di essere), per non subire troppo le amare sorprese che la vita a volte ci infligge: non mi sembrava plausibile la garanzia di sopravvivenza, condividendo con una fiumana di persone che non conoscevo personalmente, i miei dischi preferiti, ricevendo messaggi di approvazione, se non di adorazione e percependo uno stipendio a fine mese. Dai, ... che lavoro è?? Se spiego quello che facevo in quel periodo a un disoccupato o a un operaio, mi sento automaticamente "in colpa"...

4) Dato che il libro parla della Tua esperienza personale a Rock FM. Raccontaci una giornata tipo a Rock FM, la Tua giornata.

Per questa domanda, potrei rimandarti al paragrafo del libro intitolato "La focaccia di Walter", giusto per dare un'idea di come mi organizzavo per andare in onda, trascorrendo nottate innanzi al mio giradischi... al mattino poi mi preparavo una moka di caffè intera, mi cucinavo un paio di uova al tegame, poi passavo l'aspirapolvere in tutta la casa, o facevo il bucato... e poi a tutta birra verso Piazza Repubblica col borsone dei dischi al seguito.
Nel pomeriggio rimanevo in studio a rispondere alle mail degli ascoltatori, e ascoltavo CD per il giorno dopo. Ma, negli ultimi 5 mesi di vita della radio, mi ero trovato quel lavoro in un magazzino enorme di dischi e video, di cui parlo nella mia introduzione...
Prima che andassi in onda in  fascia oraria diurna, invece, lavoravo regolarmente... avevo bisogno di uno stipendio. Per mia fortuna però, e non è un caso, ho sempre operato in ambiti che avessero in qualche modo a che fare con la musica.

5) Nel tuo libro racconti le interviste più belle che hai avuto modo di fare a RockFM?

A dire il vero, il libro non riporta le migliori interviste che ho avuto modo di effettuare, ma solo brandelli di alcune, perché sono state moltissime.
Ho evitato accuratamente che il libro diventasse una sorta di antologia di interviste, che per quanto interessanti, avrebbero finito per rendere il tutto presumibilmente "pesante"...

6) Realizzando diverse interviste, qui su rockfamily, mi sono reso conto di quando sia difficile farlo. Secondo te come si fa una buona intervista, come ci si prepara (se ci si deve preparare), qual'è il segreto o qual'è il tuo?

Nel mio caso il segreto è un "finto segreto", ma per meglio dire un vantaggio...
Risulta infatti abbastanza palese, anche dalle pagine di Radio Days, di quanto Rock FM consentisse a ognuno di noi di esprimere il più possibile se stesso (aspetto vero specialmente nel caso mio, di Faulisi, Treves e Caperdoni). Quindi, avendo la possibilità di decidere in prima persona chi invitare, il gioco era già fatto: chiedere ciò che volevi al tuo interlocutore, inerentemente alla sua carriera/vita, dimostrandogli di sapere esattamente di chi e cosa
stessi parlando.
Per fare un esempio paradossale : se mi dicessi intervistare per un'ora Loretta Goggi o Fifty Cent, sarei un po' in difficoltà, perché non avendo il loro
materiale, non conosco la loro carriera e a questo punto dovrei documentarmi, ma non sarei mosso da passione, quindi c'è il rischio che la mia competenza sia vacillante. Purtroppo questo è un problema di molti mezzi di comunicazione di massa. Ho ascoltato personalmente alcuni Dj di grossi networks sbagliare letteralmente domande rivolte a BIG di caratura enorme,  provando un notevole  imbarazzo per loro.
Non chiedermi di fare i nomi però, fidati e basta.

7) Come hai scelto la tua ultima canzone da mandare in onda?

Se non è una decisione facile in generale, prova a immaginare per uno come me!!
Circa 5000 dischi di ogni genere musicale sono il bagaglio che ho coltivato e sfruttato.. Avrò cambiato idea 100 volte.
Ma il momento è perfetto per una confessione, un retroscena che non sa nessuno, solo Serena, la mia compagna, e un nostro amico: nell'indecisione totale è saltata fuori un'idea di un'ironia dirompente, che avrebbe letteralmente destabilizzato tutto e sorpreso tutti, volendo passare "Vattene amore" di Mietta in duetto con Minghi, il cui ritornello fa: "Trottolino amoroso dududù, dadadà..." e motivando la scelta dicendo "Questo è ciò che rimarrà  alla gente da ascoltare alla radio, dopo la chiusura di RockFM!"
Se dovessi scegliere oggi, però, non userei più quel pezzo degli Area, che amo e che ritengo un capolavoro, bensì un brano dei Sex Pistols, molto probabilmente PROBLEMS, il cui ritornello iniziale recita "The problem is you!" . Ma ricordo che ero fortemente motivato anche al passaggio di  FIRESTORM degli americani EARTH CRISIS, che dice alla fine, con rabbia inaudita :
"Una tempesta di fuoco per purificare!" e da parte mia, sarebbe stata rivolta all'ignoranza che ha dominato quel frangente.

8) Raccontaci gli ultimi momenti di Radio Rock FM visti con i tuoi occhi. Max De Riu annunicia l'ultimo brano, che sarà suonato live dalla Rock FM All Stars Band, tu sei all'interno dei grandi e accoglienti studi di RockFM, state per sparare l'ultima cartuccia....

Vivevamo in quel momento un clima molto "caotico" e concitato, non saprei altrimenti come definirlo. Anzi se non ci fosse una gran quantità di foto e video a testimoniare quel lungo e intenso momento, ne conserverei un ricordo nebuloso. Gli strumenti che imbracciavamo erano una logica estensione delle nostre voci, un po' straziate, che parlavano a ruota libera, Ma l'immagine che più di altre rappresenta il ricordo dell'incontro collettivo avvenuto in quel pezzo della
nostra storia è il sorriso. Il sorriso ha prevaricato su tutto, anche sulle lacrime, che non sono certo mancate.
Credo che, nel tempo, noi abbiamo imparato un po' a diventare degli abili intrattenitori, uomini di spettacolo, che sanno improvvisare, sempre e comunque, e lo fanno istintivamente, senza parte autorale predefinita, ed è un po' anche quello che sto vivendo in questo intenso periodo promozionale di presentazioni di Radio Days, che sono tutte improvvisate in mezzo alla gente e dense di infiniti ricordi. E' bellissimo ora, come lo è stato negli ultimi mesi di vita di Rock FM, e poi massimizzato proprio negli ultimi minuti... e il "giorno dopo" a Firenze, con la tappa celebrativa alla FLOG. In realtà probabilmente
eravamo ancora inconsapevoli che stesse finendo quel qualcosa che noi avevamo in qualche modo "creato".
Infatti non è finito niente, per chi crede nell'immortalità dello Spirito: non siamo più in onda sui 100.7 o sui 104.5, ma siamo certamente ancora tutti vivi nelle menti gli uni degli altri, e sulle pagine dei libri, o sui cd registrati e conservati, o sui files audio che ancora possono trovarsi sul web.
Insomma, il gioco, con le dovute proporzioni, è analogo alle scomparse di John Lennon, Syd Barrett o Presley... c'è sempre qualcuno che li ricorda perchè ha apprezzato ciò che hanno portato nella sua vita. Non è solo puro intrattenimento, ma qualcosa di più.

9) Descrivici i tuoi ex-colleghi di Rock FM.

Marco è un moderato, proprio come appare. Interagire con lui è piacevole, perché difficilmente si arriva a "scontri" verbali. Anche in caso di disapprovazione di scelte, o disaccordo, il rispetto non viene mai meno.
Ariel è intelligente, per non dire geniale, lunatico, da conquistare e da accettare coi suoi pregi e i suoi difetti... è una banalità letta così, ma chi lo conosce abbastanza bene, capisce cosa intendo.
Max è una persona molto buona, e questo varrebbe anche per Fabione Treves o Freak , il Faulisi o Giulio, Ma ovviamente ognuno ha il suo metodo innato di "esternare" l'altruismo.
Vorrei partire dall'ovvio presupposto che una buona dose di egocentrismo è quasi d'obbligo in quasi tutti quelli che affrontano di buon grado l'attività dell'intrattenimento e dell'interazione col pubblico.
(siamo tutti egocentrici da far schifo, specie il sottoscritto, Edo Rossi, Fabione, Freak, Ariel, Max, ma i più moderati e i più timidi, senza dubbio sono Giulio, Claudia e Marco).
Per il Metius varrebbe un discorso, a mio avviso, di grande sensibilità nell'uso della comunicazione: disponendo di diverse attività, le sapeva gestire e non aveva mai il bisogno di esagerare o invadere il campo altrui. Quando tocca a lui è semplicemente perfetto, incisivo, tecnicamente efficace, sa sempre come trattare il suo momento. Certamente straordinario.

10) il libro si apre con una dedica “a Marco Garavelli”, perché?

Innanzi tutto perchè Marco, a Rock Fm, era giustamente la figura di rappresentanza e di interfaccia principale con gli interlocutori esterni ed interni, in altre parole: il direttore o il coordinatore artistico di quella radio.
Ho detto "giustamente", per motivi di esperienza e competenza: Marco simboleggia, meglio di chiunque altro, la RADIOFONIA ROCK in Italia; praticamente non ha fatto altro nella sua vita che il DJ, specializzato in grande musica Rock, quindi...
Infine per una questione personale, che va anche al di là della stima per il suo lavoro sempre condotto con onestà intellettuale e senza pestare mai i piedi a chicchessia. Considero Marco un amico, che si è rivelato tale negli anni di frequentazione, dimostrando sempre un'apertura verso gli altri, nel limite delle sue possibilità.
E' un fatto che io, dopo Rock Fm, abbia continuato a fare un po' di radio "a modo mio", grazie al suo interessamento e alla sua disponibilità. Mi riferisco ai miei ruoli nell'ambito di Linearock, il marchio da lui stesso concepito.
Pensare che da quando avevo 14 anni lo ascoltavo assiduamente... non ci sarebbe stata proprio dedica a persona più indicata, su un libro che si chiama "Radio Days", che parla di Rock, scritto da me.

11) Se una persona ti incontra per strada e ti chiede  “Perché Rock FM ha chiuso?” tu cosa rispondi?

Si tratta di un mero problema antropologico: per la medesima ragione per cui i "reality show" hanno così tanto riscontro.







Antlon

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