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Intervista a Francesco Piu 
zoom
Titolo Intervista a Francesco Piu
Descrizione One Man Band
Inviata da antlon

Ho finalmente il piacere di pubblicare l'intervista fatta a Francesco Piu, giovane bluesman italiano emergente.
Per la biografia artistica vi rimando direttamente a quella ufficiale contenuta sul suo sito personale.
Qui proveremo invece a conoscerlo meglio.

1. Francesco Piu benvenuto su RockFaMily.it, partiamo dalla classica domanda per rompere il ghiaccio. Come è nata la tua passione per la musica?

 
La mia passione è nata in maniera molto naturale essendo io cresciuto in una famiglia dove la buona musica si è sempre ascoltata e dove, tra gli oggetti più affascinanti presenti in salotto spiccavano i vinili di mio padre accanto allo stereo.
Mio padre suonava il basso negli anni sessanta e mio fratello la chitarra, queste due cose unite appunto alla musica che potevo ascoltare tramite i dischi dei Beatles, Deep Purple, Simon & Garfunkel e Eagles (di mio padre) e alle cassette dei Pink Floyd e dei Guns'n' Roses di mio fratello, per citarne alcuni, hanno generato un certo interesse in questo senso. Aggiungiamo in salotto due chitarre classiche tra gli oggetti "affascinanti" e il quadro è completo.
 
2. Come hai iniziato a suonare, raccontaci la tua storia?
 
Come ho detto prima mio padre e mio fratello suonavano e quindi sono stati loro a darmi i primi rudimenti a livello di accordi e ritmica. 
Dopo una breve parentesi nella Scuola Civica di Osilo(SS), il mio paese, dove ho preso dimestichezza con gli accordi e imparato a suonare qualche canzone di musica leggera italiana, cresceva in me il desiderio di acquistare una chitarra elettrica, forse perchè nel mentre avevo iniziato ad ascoltare personaggi come Jimi Hendrix, Santana e i Rolling Stones. 
Il "sogno" chitarra elettrica si concretizza il giorno dopo la mia cresima, avevo 13 anni. Era da tempo che facevo la formica mettendo da parte qualche soldino che mi davano i parenti e qualcun altro che riuscivo a guadagnare ballando in un gruppo folk il ballo sardo, ma la cresima con i suoi usuali regali in lire era l'unica cosa che in realtà poteva concretizzare questo sogno.
E fu così che, avendo fatto un discreto gruzzolo, il giorno dopo mi precipitai in un negozio di Sassari per acquistare una chitarra di valore comunque medio basso. E invece trovai una Fender Prodigy che mi sarebbe costata quanto tutti i miei risparmi, circa 1 milione di lire(!). Era il 4 luglio del 1994, non dimenticherò mai la gioia di quel giorno. 
La Fender però era un oggetto che valutavo di valore troppo alto per quello che erano le mie capacità.
Feci quindi a me stesso la promessa di onorare quel nome da chitarra "importante" e iniziai a passare i pomeriggi e le sere chiuso in cameretta a tirare giù gli assoli dei miei beniamini saltando dal PLAY e PAUSE del mio mangianastri per azzeccare le note giuste e riprodurle. Questo per un po' mi portò a isolarmi dalle partitelle di calcio e dalle uscite con gli amici, ma senza nessun peso, talmente era bello scoprire i piccoli segreti della musica. Altra cosa positiva era il fatto che da qualche anno abitavamo in periferia e senza vicini potevo smanettare con la mia Fender unita ad un distorsore per basso e ad un ampli da karaoke! Da quel momento non ho mai smesso di suonare, sperimentando vari generi, dal Rock al Metal al Progressive al Jazz al Blues, che mi ha accompagnato sempre, parallelamente agli altri generi, e che oggi è un qualcosa che sento profondamente mio.
 
3. Come hai trovato il tuo genere musicale, diciamo quello in cui ti esprimi meglio?
 
Ho iniziato a suonare blues da piccolo sul vinile JAZZ BLUES FUSION di John Mayall che appartiene a mio padre, parallelamente a questo genere ne ho sperimentato altri distanti fra loro, ma senza staccarmi mai dal blues. E alla fine il cerchio si chiude con il  genere dal quale son partito arricchito dal rock, dal soul e da tutto ciò che ho suonato che va a miscelarsi con ciò che mi ha spinto ad imbracciare lo strumento.
 
4. Come sei passato dalla cameretta al palco?
 
Ho iniziato con la mia band "Voodoo Kiss" e col piano bar nei locali assieme a mio zio Lelle. 
Più avanti, nel 2003, ci fu  il concorso "Blues From Sardinia" al Narcao Blues Festival: esperti del settore (che da allora continuano a darmi una grossa mano nel mio percorso artistico) quali Fabio Treves (Il Puma di Lambrate) e Gianni Melis (direttore artistico del festival) hanno incoronato la mia band "Blujuice" vincitrice del concorso!
Fu il mio  primo festival, e da allora iniziai a crederci sempre di più fino ad oggi che riesco con tanta gioia a fare il musicista blues di professione.
 
5. Come nasce il tuo spettacolo One Man Band ?
 
Il mio spettacolo One Man Band nasce nel 2004 dopo aver visto dal vivo bluesmen solitari come Paolo Bonfanti e Guy Davis, mi son detto: "che figata, lo voglio fare anch'io!!!" Così, per i primi tempi, ho lavorato per mettere su un repertorio che riuscisse a non annoiare la gente affiancando ai classici blues qualche altro brano di matrice rock anni 70 riarrangiato in acustico. Dopo aver fatto un cd ed un dvd demo, l'agenzia Groove Company, dal 2005 decise di prendermi nella sua scuderia e grazie a questa collaborazione ora son nati due album (Blues Journey del 2007 e Live at Amigdala theatre del 2010).
Sempre grazie alla Groove che mi cura il booking ho potuto fare diverse aperture ad artisti importanti e diversi festival a livello internazionale.
 
6. Parlaci della collaborazione con Van De Sfroos?
 
La collaborazione con Davide Van De Sfroos nasce nell'ottobre 2007 in concomitanza con l'abbandono della band dell'allora chitarrista e della mia voglia di fare un'esperienza continuativa lontana dalla Sardegna.
Tutto ciò grazie al mio manager Gianni Ruggiero che ha organizzato questo incontro e fatto nascere questa collaborazione. 
Ho lasciato la band ad aprile 2010 per riprendere a tempo pieno il mio percorso blues, devo dire arricchito notevolmente da questi due anni e mezzo in tour, sia a livello musicale che umano.
 
7. A gennaio del 2010 hai partecipato alla 26° edizione dell'International Blues Challenge che si svolge in Beale Street a Memphis come rappresentante dell'italia. Sicuramente una gran bella soddisfazione per te. Innanzi tutto com'e' avvenuta la selezione?
 
La selezione è avvenuta, come ogni anno, tra il Rootsway di Parma e il Delta Blues di Rovigo. E' stato proprio quest'ultimo che mi ha ospitato nella finale italiana del 3 luglio 2009. Io partecipavo nella categoria solo act, dopo aver spedito il mio cd ed aver passato le prime selezioni mi sono esibito nella piazza centrale di Rovigo. Un mese dopo è stato pubblicato il verdetto: il sottoscritto primo. La mia reazione è stata saltare di gioia per quel sogno che era sempre più vicino.
 
8. Raccontaci com'e' andata?
 
E' stato il viaggio della vita! Girare per le strade di Memphis, Nashville e New Orleans, guidare lungo la Highway 61 coi campi di cotone ai lati, toccare le acque del Mississipi, respirare il blues e suonarlo nel luogo in cui è nato, respirare l'America, quella che fino ad allora avevo visto nei film. Oggi, ad un anno di distanza da quel viaggio ho la saudade, sigh!
 
9. Cosa ti ha lasciato questa esperienza?
 
Veramente tanto. Ho passato due settimane a farmi invadere da tutte le sensazioni, tutte le immagini e i suoni dei luoghi in cui mi trovavo. Mi è piaciuto tanto l'atteggiamento che i musicisti hanno là, una maniera di vivere la musica più sana e "easy" di quella che abbiamo qua in Italia. E poi musicalmente hanno un groove veramente notevole. Mi è piaciuto molto anche l'ospitalità e il sorriso della gente comune, la maniera positiva e gioiosa di affrontare la giornata.
 
10. Si può vivere di musica?
 
E' ormai da un po' di anni che vivo di musica, non navigo nell'oro ma sono molto felice perchè la vita mi permette di fare ciò che mi piace, penso di poter rispondere affermativamente!
 
11. Hai un consiglio da dare a chi si avvicina al mondo della musica?
 
Consiglio a chi si avvicina alla musica di fare questo per divertirsi e per star bene innanzitutto, lasciando da parte manie di protagonismo e altre robe simili. Chi riuscirà a viverla in questa semplice maniera vedrà la propria vita migliorare e piano piano la musica stessa si rivelerà nel suo profondo, apparendo sempre più magica e terapeutica. Provare per credere!
 
 
Segnalaci le prossime date per chi vorrà sentirti dal vivo.
 
Sono in tournée teatrale con la mitica Treves Blues Band, apro i concerti e poi duetto con loro nei bis.
Per vedere le date potete cliccare su www.francescopiu.com
a presto
thanks






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