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Intervista a Fabio Treves 
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Titolo Intervista a Fabio Treves
Descrizione il Puma di Lambrate in 10 domande
Inviata da antlon

1) Chi è Fabio Treves? In che ambiente nasce e come arriva alla musica? diciamo la prima scintilla.....
"Un amante della vita, un armonicista appassionato di buona musica, un pacifista, un ex hippy, un sessantenne sognatore ed utopista che ha cominciato ad apprezzare il BLUES in casa, essendo suo padre un grande apppassionato di jazz tradizionale, musica folk e classica.."

2) Già, un "grande" (aggiungo io) armonicista, come hai iniziato a suonare questo strumento?
"Negli anni sessanta ho provato a suonare il sax, il basso e la tromba, ma ero proprio una frana..Nel 1965 andai al Palalido di Milano a sentire i miei idoli di allora e di adesso, gli WHO, che avevano come gruppo spalla i PRIMITIVES, il cui cantante suonava anche l'armonica molto bene..
Rimasi colpito dal fascino e dalle atmosfere che poteva evocare questo piccolo strumento, che in seguito scoprii essere lo strumento "principe" del BLUES...Il blues rurale ed anche quello elettrico hanno come denominatore comune la presenza dell'armonica a bocca sin dai primissimi esempi di questo genere...e non è un caso che anche nel Rock, nel Country e nel Folk sia predominante l'uso dell'armonica diatonica, per intenderci quella suonata anche da Bob Dylan, John Lennon, Mick Jagger, Bruce Springsteen e centinia d'altre superstars...
Appena tornato a casa mi accorsi che avevo anch'io un'armonica a bocca, ma i primi tentativi di emettere dei suoni gradevoli furono disastrosi e solo dopo diversi anni, non so quando esattamente, mi resi conto che quello era il MIO strumento e che potevo esprimere le note che uscivano dal mio cuore...
Arrivarono anche belle soddisfazioni perchè proprio come armonicista fui chiamato da tanti artisti italiani, non di estrazione blues, che vollero il soffio della mia armonica nei loro dischi...e di questo li ringrazio con affetto, giusto per citarne alcuni: Pooh, Branduardi, Bertoli, Graziani, Baccini, Articolo 31, Shel Shapiro, Finardi, Cocciante e tanti altri..

3) Come nasce la Treves Blues Band?
 "Sin dai primi anni sessanta ascoltavo il pop, il rock, ed anche il BLUES sintonizzando il mio vecchio radiolone su Radio Luxembourg, la prima vera emittente pirata della storia della radiofonia..Erano tempi pioneristici per noi adolescenti in cerca di "good vibrations" e portare a scuola delle bobine (non esistevano ancora le audio cassette!!) con incise delle gracchianti registrazioni degli Stones o di Stevie Wonder era un motivo di vanto nei confronti dei compagni di classe...Non c'era la possibilità di andare a scovare in "rete" o su Wikipedia notizie su quell'artista o su quell'altro, e quindi il merito te lo dovevi conquistare stando sveglio la notte per "acchiappare" il brano inedito...Nel 1974, dopo esperienze varie (tra cui quella con Simonluca & L'Enorme Maria, un supergruppo o quasi una comune musicale nella quale militavano un sacco di ottimi amici musicisti come Riki e Gigi Belloni, Paolo Donnarumma, Eugenio Finardi, Alberto Camerini, Donatella Bardi, Flaviano Cuffari, Marco Ferradini, Massimo Villa) ebbi l'idea di formare un gruppo tutto mio.
Eravamo in 10, registrammo il primo vinile della TBB in un pomeriggio e da lì cominciai il lungo cammino sulla strada del  BLUES! Di aneddoti curiosi ne ho a centinaia, però ce n'è uno bello e gastronomico (sono un fautore dello SLOW FOOD, come tutti i veri ambientalisti doc)..Dopo uno dei primi festival di partito al quale avevamo partecipato, in Friuli, un anziano militante organizzatore della Festa ci congedò portando qualcosa arrotolato in un giornale, ci disse che non aveva mai visto tanta gente ballare come quella sera, ci abbracciò e ci consegnò il pacco: era un prosciutto intero San Daniele offerto come segno di grande riconoscenza.....Bei gesti che si sono comunque spesso ripetuti nella mia lunga carriera!"

4) Eravate in 10, ora siete in 4. So che sei l'unico componente della formazione originale della band. Come hai conosciuto gli attuali componenti della TBB?
"Tino Cappelletti era il bassista già nella formazione dal 1978 al 1982, formazione che ho sciolto ed abbandonato per motivi musicali ed umani. L'ho ritrovato nel 1994, ero senza bassista ed allora lui si è rimesso a macinare chilometri e serate con me. Massimo Serra, è con me dal 1992, e mi è stato presentato da un musicista biellese in un periodo di ennesimo cambio di formazione, mentre Alex "kid" Gariazzo, è l'ultimo bell'acquisto della TBB e praticamente ha cominciato a far parte del gruppo giovanissimo,a solo 22 anni! Sono rimasto l'unico componente della formazione originale perchè non ho mai smesso di amare il BLUES e quello che ha rappresentato e rappresenta per me ancora oggi..."

5) La carriera radiofonica. Come e dove hai iniziato?
" Il mio primo impatto con la radio è stato con RADIO POPOLARE negli anni in cui il panorama era davvero scarno, c'erano pochissime "radio libere" ma libere veramente (un caro saluto al mio bluesbrother Eugenio Finardi...) e Radiopop era seguitissima. Le mie notturne in Blues poi, e non sto esagerando, forse mi hanno fatto conoscere al pari dei tanti concerti tenuti dalla metà degli anni settanta..
Poi è arrivata la bellissima esperienza a ROCK FM. Partecipai ad una trasmissione con  il DJ Ringo, compagno di squadra a quei tempi (anni novanta) nella Nazionale Artisti Tv, rimasi simpatico a qualcuno che mi chiese se volevo fare una trasmissione di BLUES e così iniziai il mio BLUES EXPRESS che è andato avanti fino all'ultimo giorno della radio, per quasi 16 anni!!!!
Dal 2003 ho una trasmissione su LIFEGATE RADIO (www.lifegate.it) che si chiama LIFE IN BLUES..non sarò originalissimo nei nomi, ma la mia, ed anche quella di molti altri amici, è proprio una vita nel e per il Blues."

6) Cosa è per te la radio? cosa succede quando sei davanti al microfono?
"E' sentire il calore della gente, rendersi conto di quanti ascoltatori condividano i miei gusti musicali, ma anche i miei valori e stili di vita..E' come se fossi in famiglia, io in centro che racconto aneddoti, storie e fantasie e gli altri, i più giovani, che stanno a sentire come si viveva la musica, e non solo quella, parecchi anni fa..Mi sento come il Pifferaio di Hamelin che cerca di trascinarsi dietro quanta più gente possibile per rispondere con il BLUES alla tanta musica vuota e di plastica che inonda l'etere..Magari non ho la voce, l'impostazione ed i tempi radiofonici di altri colleghi, ma questo è l'ultimo problema a cui penso..Forse proprio questo mi fa sentire quello che sono: un musicista attento alla buona musica, uno "normale" che è felice della sua vita e delle sue scelte e che soprattutto non ha imposizioni professionali da chicchessia, e con i tempi che corrono questo non è un particolare di poco conto.."

7) Nella tua carriera di musicista hai avuto occasione di condividere il palco con molti artisti internazionali.....vuoi raccontarci qualcosa?
"Sul mio incontro con Frank Zappa potrei veramente scrivere un libro, ma nonostante siano passati più di vent'anni ancora non riesco a non farmi prendere dalla commozione...Era un genio, sotto ogni punto di vista...Sapeva tutto di tutti, era un vulcano di idee, un'enciclopedia umana.
Mi chiamò sul palco due volte: a Milano, la mia città, e a Genova. Sono orgoglioso di essere l'unico musicista italiano ad aver suonato con lui, orgoglioso di essere stato citato dal MAESTRO nella sua biografia ufficiale come un "anarchico", orgoglioso di aver potuto scattargli centinaia di foto in occasione dei tanti suoi concerti ai quali ho assistito in tanti anni..
Ma non posso neanche non ricordare l'esperienza di Memphis nel 1992, o l'incontro con Jimi Hendrix nel 1968, o l'Isola di Wight dove arrivai, universitario ventunenne, per assistere ad uno degli eventi più importanti per l'intera storia del ROCK.."

8) Raccontaci dell'incontro con Hendrix?
"E' un ricordo vivo come non mai..E' come se fosse successo ieri e non invece 41 anni fa..Attendevo quel momento da mesi, e trasmettevo questa mia agitazione anche a compagni di scuola che non sapevano minimamente chi fosse Hendrix! Sono stato uno dei primi ad arrivare al locale di Viale Alemagna a Milano, al centro del Parco Sempione..Non eravamo in tantissimi, ma eravamo però tutti estasiati dal suo primo vinile che sembrava arrivare da un altro pianeta.. Il concerto pomeridiano saltò, ma noi rimanemmo per il secondo, quello serale, e contrattammo con il gestore del locale e l'impresario italiano di Jimi (il mitico Leo Wachter) per avere i posti migliori..cioè in piedi ma vicinissimi al palco. Avevo con me l'immancabile macchina fotografica e riuscii a scattare belle foto, quasi tutte consegnate ingenuamente ad un amico che lavorava a Ciao 2001, la rivista musicale più letta negli anni sessanta..Non le rividi più. Fortunatamente mi rimasero solo 5 scatti che adesso conservo gelosamente. Con il mito di Seattle ebbi anche la fortuna di farmi fare delle foto, anche quelle scomparse chissà dove! E' singolare che io invece ne scattai una dove Jimi firma un autografo ad una persona che non sono mai riuscito a rintracciare...Che bello se dopo tanto tempo potessi consegnare la foto in bianco e nero all'anonimo "fan"!!!!"

9) Ci sono delle persone a cui vuoi dire Grazie? Che ti hanno aiutato nella tua carriera ecc....
"Senz'altro mio padre Gaddo che non ha potuto condividere i miei primi successi (ci ha lasciato nel 1972), poi il grande Renzo Arbore che ha creduto nella mia musica e mi ha chiamato ospite in tutte le sue straordinarie trasmissioni di successo come "L'altra Domenica", "Quelli della notte" e "DOC", e "last but not least" mia moglie Susanna, il quinto elemento della band, che mi è sempre stata vicina, mi ha dato il coraggio di tenere duro con il BLUES, mi ha dato consigli e, come manager del gruppo, è l'artefice del nostro "successo" musicale, concertistico e discografico..E' lei che ci porta in giro per il mondo e con noi diffonde il BLUES senza tentennamenti e compromessi. Una vera BLUESWOMAN!"

10) Vuoi dire qualcosa a chi leggerà questa intervista?
"Certo, ma sarebbe un discorso davvero troppo lungo...Ai giovani musicisti che stanno leggendo quest'intervista dico di darci dentro con la musica, di non deprimersi di fronte a certe situazioni..guardate che la musica non è solo X Factor o Amici..Il successo, quello VERO, si ottiene solo con passione, sacrificio enorme e passione per il proprio lavoro...e comunque il SUCCESSO non è rappresentato da quante volte vai in televisione o da quanti dischi vendi, ma da quello che lasci al tuo pubblico, dall'immagine che gli altri hanno di te che deve combaciare con la tua VERA immagine...A tutti gli altri, ancora una volta, ribadisco che il BLUES ha dato vita a tutti gli altri generi musicali moderni (jazz, bebop, R&R, R&B,Pop, Beat..) e che non è affatto noioso come qualcuno ancora crede, ma anzi è passionale e travolgente....quindi andate ai concerti di Blues: anche se per fortuna non è mai diventato di moda, è una musica che parte dal cuore ancora prima che dalla testa...Vorrei poi parlare delle analogie che ci sono tra il BLUES, la vita e l'ambiente: il BLUES è naturale e semplice come l'ambiente che ci circonda, purtroppo offeso, violentato e irrimediabilmente mutilato dall'opera dell'uomo...Il BLUES è arcaico e bucolico, ci ricorda i bei tempi dove le persone utilizzavano la voce come primo strumento nella storia della musica, ma il BLUES è anche metropolitano, elettrico e pulsante.. Insomma il BLUES è la VITA stessa...amiamolo e saremo riamati!"



Grazie mille per la disponibilità.


Vorrei solo aggiungere io un aneddoto su questa intervista, per far capire ancora di più che tipo di persona sia Fabio Treves.
Ho mandato una mail a Fabio chiedendogli se, compatibilmente con i suoi impegni, trovava il tempo per un'intervista da pubblicare su rockfamily. Ho messo subito le mani avanti spiegando che io non ero un esperto di blues, che era la prima volta che facevo un'intervista, che qui non c'erano telecamere o registratori ma che avremmo avuto un semplice scambio di email. Si partiva da una base di 6 o 7 domande e poi ne sarebbero seguite altre in base alle sue risposte. Be, gli ho mandato questa email e dopo neanche un quarto d'ora questa è stata la sua risposta
"Sono gią pronto...Vai e rispondo quasi in tempo reale."


Video:


Fabio Treves con Jono Manson, John Popper e Alex The Kid (2009) su RockTv:







Flip, Flop and Fly dal vivo:







Link:



Antlon



Giudizio Voti: 7 - Media: 5

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Commenti
maxmurd
29 Dic 2009
un ABBRACCIONE al Fabione il man pił blues che esista!!!
sergio.ge
17 Dic 2009
grande fabione..........guarda,sono senza parole........ciao!!!!!ricordo sempre la bella musica che ci facevi ascoltare al lunedi tardo pomeriggio....porca.....l'oca........e ho ancora qualche sms che ti ho inviato sperduto nei meandri dei messaggi salvati!!ciao!!sergio.
cezky
14 Dic 2009
che gran voglia di tornare a sentirlo in concerto...

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La più vista: La locanda Delle fate
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