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La locanda Delle fate 
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Titolo La locanda Delle fate
Descrizione Approfondimento
Inviata da Andreo

La Locanda delle Fate.


 


Leonardo Sasso (voce)
Ezio Vevey (chitarra, flauto, voce)
Alberto Gaviglio (chitarra)
Michele Conta (tastiere)
Oscar Mazzoglio (tastiere)
Luciano Boero (basso)
Giorgio Gardino (batteria)

La Locanda delle Fate, formazione piemontese della zona di Asti, nasce nella prima metà degli anni 70 dall'incontro di Luciano Boero, Oscar Mazzoglio e Giorgio Gandino con Alberto Gaviglio, Ezio Vevey e Michele Conta. A questo numeroso gruppo si aggiungerà infine, come voce solista, Leonardo Sasso.
La loro musica, di eccellente livello tecnico, caratterizzata dalla sovrapposizione di melodie, cambi di tempo e accelerazioni ritmiche, si intreccia con l'intenso lirismo dei testi creando un'armonia in continuo movimento; per questo motivo La Locanda è stata spesso paragonata ai grandi nomi del progressive italiano, quali PFM o Banco del Mutuo Soccorso: i componenti stessi, in un comunicato stampa, dichiararono di essersi ovviamente ispirati al panorama che li circondava ma che, all'interno della melodia di stampo italiano, la ricerca dell'originalità è sempre stata il loro obiettivo principale.

Nel 1977 viene pubblicato, per la Polydor, il loro primo album "Forse le lucciole non si amano più".
In questo disco La locanda esprime tutta la sua sensibilità e abilità compositiva, parole e musica si sorreggono e trascinano vicendevolmente, mentre i testi presentano le immagini di una realtà filtrata dalle emozioni e dai sentimenti, un'esistenza sospesa, quasi favola, il cui significato non può essere immediatamente compreso, anche se colpisce subito in profondità.
Il filo conduttore di quest'opera è il dualismo sogno/illusione-realtà/disillusione, il quale pervade l'atmosfera di ogni brano; i Locanda, nel 77, dichiararono che la loro era "una musica fatta di stati d'animo", una musica che sviscera quella confusione commista a malinconia e poesia che dimora in ognuno di noi.
Le otto tracce comprese nell'album presentano arrangiamenti molto curati e particolari, consentiti dall'ampia strumentazione (nella quale compaiono anche strumenti come flauto, clavicembalo e organo) e valorizzati dalla straordinaria espressività della voce di Sasso.
Particolarmente suggestive sono la traccia strumentale di apertura "A volte un istante di quiete" che si lega con  la meravigliosa titletrack, "Forse le lucciole non si amano più" masterpiece del gruppo e "Profumo di colla Bianca" che richiama le immagini di un'infanzia ormai lontana.

Questo disco è senz'altro un pezzo fondamentale del prog italiano, e soprattutto del suo ramo sinfonico. Purtroppo la sua uscita discografica avvenne in contemporanea col tramontare del panorama progressive: inizialmente fu abbastanza apprezzato, ma l'attenzione dei media si stava concentrando su altri fronti e il disco non ebbe una promozione adeguata.
La Locanda quindi, nonostante la sua validità, resta un band underground, sconosciuta ai più.

Nel 1978 e nell' 80 il gruppo pubblica due singoli, rispettivamente "New York/Nove lune", con la formazione ridotta a 5 elementi, e "Annalisa/Volare un po' più in alto", quest'ultimo sotto il nome abbreviato "La Locanda". Entrambi i singoli risultano di stampo molto più commerciale rispetto al primo disco e al singolo omonimo da esso estratto.

Nel 93 viene pubblicato un live, "Live", tratto da una registrazione del 77, che contiene un brano inedito "La giostra"; ma a questo punto il gruppo si è già sciolto, col rammarico di non aver saputo gestire al meglio questo progetto da un punto di vista discografico.

La Locanda delle Fate si riunisce a distanza di circa 20 anni e nel 1999 esce il loro secondo disco "Homo homini lupus", lavoro senz'altro minore rispetto al precedente, che risente anche della mancanza di Leonardo Sasso alla voce. Nel complesso questo disco si allontana dalle sonorità prog precedentemente esplorate, avvicinandosi alla forma della canzone e alla musica leggera, con arrangiamenti e testi meno ricercati.  Nonostante risulti un lavoro accurato e di buon livello è stato un disco che ha deluso le aspettattive degli appassionati.

Nel 2006 viene annunciata la reunion della line-up originale, il cui risultato sarebbe dovuto essere più vicino allo stile del primo LP, ma il progetto è fallito.
Attualmente il tastierista Michele Conta è in studio con un disco intitolato "Dalla locanda della fate in poi".

Margherita Cortopassi.

Tracklist

Forse le lucciole non si amano più

1. A volte un istante di quiete (06:31)
2. Forse le lucciole non si amano più (09:48)
3. Profumo di colla Bianca (08:25)
4. Cercando un nuovo confine (06:41)
5. Sogno di Estunno (04:41)
6. Non chiudere a chiave le stelle (03:34)
7. Vendesi saggezza (09:37)
8. New York (04:35)

Homo homini lupus

01. Homo Homini Lupus
02. Il Lato Sporco Di Noi
03. Giro Tondo
04. Bandando
05. Plovi Barko
06. Stanotte Dio Che Cosa Fa?
07. La Fine
08. Certe Cose
09. Ojkitawe
10. I Giardini Di Hiroshima
11. Fumo






Giudizio Voti: 3 - Media: 4

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Commenti
civa72
06 Gen 2009
Ottima recensione!
Sauro
29 Lug 2008
Buono ma mi sembra evidente il tentativo di seguire la linea del Banco. E gli originali rimangono insuperabili.

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La più vista: La locanda Delle fate
La più votata: Concerto Monster Magnet

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