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DATE AT MIDNIGHT 
Titolo DATE AT MIDNIGHT
Descrizione Intervista
Inviata da Simona Bonanni

“Date at Midnight”


In the Night Time Records


Potevano non stupirci con effetti electro-ebm-harsh, perché diciamolo, fare musica elettronica oggi è più facile, in tutti sensi. E invece, da buoni vecchi gothic rockers/ex punkettoni quali siamo, amanti del suono “suonato”, ruvido, vero, sanguigno… siamo orgogliosi di presentarli come una giovane band che fa una potente e sana musica “dark”.


Il loro CD di 6 tracce porta il nome della band, ed è un puro “attacco” post-punk, con un suono forse più ripulito. Ci piace la voce volutamente “lamentosa”, la sezione ritmica pressante, la chitarra distorta. C’è un sapore teatrale in queste tracce, tipico del gothic old-school, che ci rimanda ai Christian Death, ai Cinema Strange, e perché no, anche ai nostrani Bohemien. Difficile immaginare queste canzoni cantate/suonate in jeans: infondo in questo ambiente la componente immaginifica è importante quasi quanto la musica.


Apre il cd “A story so old”, perfetto brano introduttivo che contiene tutte le caratteristiche del genere: voce aspra, scura, ritmica incisiva, melodia ossessiva. “Lost in Kreuzberg” è a mio parere il pezzo più riuscito e completo, quello che riesce a farti ballare o battere il piedino senza essere smaccatamente commerciale. Intensa “Waiting for…”: 1 minuto di stacco strumentale che crea la giusta aspettativa per la title-track “Date at Midnight”, brano che riecheggia i Bauhaus, mentre un brano come “Crucify my lies” ci riporta di nuova in una oscura dancefloor tra batcave e pogo.


Tra EP, per l’esiguo numero di brani (ma davvero è il numero a fare la differenza?), e album completo per la professionalità della stesura sonora e per la scelta delle tracce, “Date at Midnight” è un’ottima promessa per l’ambiente musicale nostrano e non solo. E vogliamo sottolinearlo facendovi sentire dalle stesse bocche dei membri del gruppo come si confrontano con la loro musica, con il loro pubblico e con … loro stessi!



1) Quando inizia la vostra avventura musicale? Se doveste associare… identificare un luogo, un momento, una circostanza spazio-temporale in cui avete detto “Ecco, sono nati i Date at Midnight”… quale sarebbe?


Pasquale Siamo partiti con tale e tanta determinazione ed entusiasmo che non ho avuto neanche il tempo per “focalizzare” un momento preciso in cui ho avvertito la sensazione che “qualcosa fosse nato”. Per quanto mi sforzi, non riesco ad individuare un “punto zero” dei Date at Midnight intesi come band, prescindendo, ovviamente, dal momento in cui per la prima volta ci siam trovati tutti e 4 insieme!



Daniele Senza ombra di dubbio quando, alla seconda prova, già in possesso di gran parte di “A story so old”, nata già durante la prima, ci siamo messi a strutturare e scomporre il tutto, scrivendo i giri sulla lavagna (eravamo in una asettica scuola di musica) e tirando fuori il cosiddetto “epiteto”(sostantivo casuale usato solo perché suonava bene foneticamente con il mood del bridge-teatrale centrale del pezzo). L’alcool aveva preso il sopravvento, eravamo divertiti e molto eccitati da ciò che usciva fuori. Lì ho capito che 4 menti malate erano entrate in rotta di collisione tra loro!!!



Francesco Bene, forse non sapevamo ancora il nome del gruppo, ma direi che la prima volta che ci siamo visti in sala prove e all'uscita ci siamo scambiati immediatamente i nostri rispettivi numeri di telefono dopo aver improvvisato un paio di cose, è stato subito chiaro che quello non era stato un semplice divertissement e che ci saremmo visti seriamente per creare qualcosa.


Danilo. I Date at Midnight erano nell' aria, credo, ormai da un po’ in quanto tutti i componenti erano nell' interesse di smuovere le acque intorno alle proprie esperienze musicali...è bastato soltanto farli incontrare...la scelta del nome, se non ricordo male, è nata in concomitanza al primo live, quando si era raggiunta la necessità di dare un identità al gruppo. Essendo una band che si esprime al meglio dal vivo, credo che i Date at Midnight siano nati proprio al primo concerto…
2) Quale sogno, quale pulsione, quale mito personale vi ha spinto a scegliere questo genere musicale? E anzi, visto che ci siamo, come definiscono i Date at Midnight la loro musica?

Francesco Bè, il genere non è stato subito definito a priori e forse ancora non lo è del tutto, i daters sono quattro persone che vengono da esperienze diverse, forse quelle più parallele sono quelle di Pasquale e Daniele. Ne è venuto fuori ciò che avete sentito, ma la pulsione di cui si parla è la stessa, quella di voler dire la propria non limitandosi a troppo comodi discorsi di covers tanto richiesti dai locali in questo momento. Abbiamo avuto coraggio creando un mix di emozioni "oscure e potenti" come direbbe il buon Pasquale (anzi, fra un po’ vedrete che lo dirà!) che finora ha funzionato.



Daniele Personalmente non è stato nessun mito ad aprirmi le porte a questo genere. Penso che sia un genere che per forma e sostanza si pone come antagonista del “mito” in sé. La fragilità e il romanticismo fuso a rabbia e frustrazione è la sua vera sicurezza e ne fa da padrone; una forte coscienza del lato oscuro della vita che diventa forza proprio perché guardata in faccia, suonata e non evasa. Ne sono solo stato amabilmente rapito.



Danilo La mia spinta personale è stato il semplice desiderio di fare con i tamburi quello che è costantemente risonante nella mia testa. Una sorta di schizofrenia che tende a farmi pensare sempre al tempo, a battere le mani su qualcosa, a contare... il mio legame con questo genere è dovuto al fatto che nel pieno degli ottanta avevo tredici anni e sono cresciuto con quei meravigliosi, oscuri e kitsch suoni dell' epoca... poi chiaramente il tutto si è evoluto e passando anche per l' indie rock sono approdato a quello che mi viene meglio... un goticaccio “ignorante”!!!



Pasquale Nessun mito in particolare, e più che sogno, un desiderio: quello di essere, nel mio piccolo, parte “attiva” di un panorama musicale che, per gusti ed inclinazioni personali, da tempo colora le mie giornate (oddio…“colora” per modo di dire!!!!).


Per quanto riguarda la nostra musica: mi piace definirla (…ma guarda un po’?) “oscura e potente”, perché, anche a prescindere da come possa esser percepita, tende a svilupparsi secondo dei suoni solidi, il classico “muro di suono”, ed allo stesso tempo cupi, pur non disdegnando delle aperture più “allegre” se vogliamo, che spesso assumono però proprio la funzione di esaltare, per contrasto, le parti di cui sopra.



3) Giovani ma navigatissimi: in poco tempo siete esplosi e avente cominciato a fare concerti su concerti, inclusa l’esperienza madrilena con i Madre Del Vizio. Si sa che per una band l’esperienza live è tantissimo: come state vivendo questo momento?


Danilo Da dio...



Daniele Nel migliore dei modi! L’esperienza con i Madre e il pubblico madrileno è stata indimenticabile. E’ capitato tutto così in fretta…e non ci siamo fatti trovare impreparati perché era esattamente quello che volevamo. I DaM si sono formati per essere un gruppo live…ne abbiamo tutti un’urgenza interiore. Penso che comunque ora freneremo le pulsioni animali e ci rinchiuderemo per un po’ in vista di un full - lenght; questo non vuol dire che l’aspetto live sarà escluso, ma solo centellinato. In fondo è la nostra vera palestra.



Francesco Già, è successo tutto davvero in fretta, i primi live, poi il nostro EP, poi altri concerti e adesso siamo reduci dalla prima esperienza estera che ci ha portato insieme ai Madre del Vizio a suonare a Madrid. Il momento è magico e cerchiamo di vivercelo non perdendo di vista la cosa fondamentale che ci unisce, ossia il non cullarsi sui risultati ma creare ancora e lavorare in sala.



Pasquale Siamo stati bravi e fortunati nel saper cogliere le opportunità che abbiamo incontrato nel nostro rapidissimo anno e mezzo di vita, spinti dal desiderio, a lungo cullato da tutti noi, di poter vivere queste esperienze, di farne tesoro per il futuro, e di continuarle a vivere.


Stiamo vivendo bene questo momento, perché tutte queste piccole/grandi cose ci soddisfano e ci gratificano non poco, inutile negarlo, ma soprattutto…ci divertono da matti!!!! : )

4) E’ vero che pur rimanendo un genere di nicchia, negli ultimi anni il genere post punk e gothic rock più ruvido sta tornando in auge. Certo, in Italia poi tutto ciò che non è mainstream ha vita particolarmente dura: volete azzardare una critica, oppure c’è ancora speranza per chi nel nostro paese non suona pop melodico o non ha una major alle spalle? Quali sono un po' i retroscena del vostro successo? Quanto avete lavorato, sudato e tramato nell'ombra?

Pasquale Sono troppo realista per azzardare critiche a questo status quo: è il figlio dei tempi che viviamo, con i loro pregi e difetti, e amen: i Sisters (o gruppi affini) in cima alle classifiche non li vedremo più, e probabilmente è anche giusto così; più che altro mi fa piacere vedere che, a livello underground, una speranza per chi coltiva la passione per queste sonorità c’è e continua ad esserci. E quando parlo di “coltivare una passione” intendo dire metterci davvero l’anima, arrivare alla fine di un’estenuante giornata di lavoro ed avere ancora la forza di presentarsi in bello spolvero in sala prove, o passare ore ed ore a riflettere insieme su una strofa, su un riff di chitarra o su una dinamica ritmica, a voce, o via mail, o per telefono, di giorno e di notte…queste sono le uniche “trame nell’ombra” di cui siamo capaci.



Francesco Abbiamo già sottolineato in altre circostanze che questo è un momento di fioritura nella scena romana, e non solo, per il nostro tipo di musica. Si formano gruppi, si fanno serate e concerti, i gruppi stessi si supportano a vicenda. Sembra davvero di vivere altri tempi e questo fa ben sperare…del mainstream, in fondo, chissenefrega!
Più che tramare nell’ombra, ciò che fa parte della nostra attitudine è il sudare...



Daniele Chi ha deciso o decidesse di intraprendere questo genere penso che debba fare i conti con la realtà dei fatti…chi si esime dal proporre pop melodico (come tu dici) molto difficilmente riuscirà a campare di musica. Penso che con questa certezza disillusa si sia già a metà dell’opera…e oltremodo sono del parere che nessuno in questo genere abbia queste pretese “velleitarie”!


E’ la forte passione e qualche bella fantasia che stuzzica la mente a muovere il tutto. Se ci sono questi due fattori portanti…e hai qualcosa di vero e diretto da dire, per cui sei disposto a sudare e a fare qualche sacrificio, beh dietro la porta potrebbero esserci grandi soddisfazioni. In fondo citando un certo Federico Fiumani…“ il futuro sorride a quelli come noi”!



Danilo Ultimamente la scena è sicuramente più viva di qualche tempo fa, ma è un genere di nicchia e spero che rimanga tale in quanto, proprio perchè in Italia va il pop melodico, vedere ai nostri concerti persone che amano parecchio il trucco e poco la musica mi farebbe rabbrividire... meglio essere quelli che siamo, sapere di essere ovunque, anche se in pochi,


e ai concerti ci sarà sempre un bel divertimento. I cinquantamila che vedono i Cure da dove escono? THE GOTH IS DEAD...UNDEAD... UNDEAD... UNDEAD...


5) La canzone che preferite del vostro CD da ascoltare? E quella che invece amata di più suonare live?

Francesco Date at Midnight è quella che mi piace ascoltare, Lost in Kreuzberg quella che mi piace di più suonare.


Daniele E’ difficile segare un bel po’ di canzoni per il semplice fatto che ognuna di loro è un’entità a se stante ed è legata visceralmente ad un ricordo e ad una storia indelebile nella mente. Se dovessi comunque prestarmi a questo gioco al massacro direi…Crucifying my lies da ascoltare perché è un urlo liberatorio dall’inizio alla fine…e per la performance live Date at Midnight in virtù del suo incedere claustrofobico e sinistro dal forte potenziale espressionista. Vera trance!



Pasquale Come spesso mi accade, vado a fasi alterne; dovendo proprio fare una scelta dico che forse, anche a distanza di tempo, la mia preferita da ascoltare continua ad essere “A story so old”; dal vivo invece mi piace suonarle tutte, dalla prima all’ultima, comprese ovviamente quelle che non hanno trovato spazio nell’EP, o qual paio di cover che ci piace portare sul palco. Questo perché ogni canzone è diversa da suonare, sia da un punto di vista tecnico che emotivo, ed ogni volta me le godo una dopo l’altra…



Danilo Lost in Kreutzeburg mi fa esaltare, Crucifiying my lies perché mi accelera il battito del cuore e mi viene voglia di spaccare tutto, e la cover di Romeo's distress da suonare per motivi personali...


6) Dove saranno i Date at Midnight tra, non so, 10 anni?

Daniele Mi resta difficile dirlo per abitudine e stile di vita; curo e cerco di rendermi bello l’oggi, pensare a chi sono più che al dove sono… e ancor meno a dove sarò domani.


Se dovessi fantasticare direi in un tavolo di un pub di Kreuzberg a ricordare “come eravamo”…belli 10 anni prima! ;) A parte gli scherzi…gruppi a noi vicini come i Bohemien insegnano come una magia può persistere, crescere, riattualizzarsi e rinvigorirsi in barba all’età.



Chissà…



Sarebbe davvero bello...sarebbe da daters!



Francesco Loro non so, io alle Bahamas d'estate e a suonare nelle cupe sere d'inverno. Scherzi a parte, immagino sempre i Date at Midnight sul palco dove è in effetti il loro vero posto. Con qualche segno in più sul volto ma anche tante altre cose da raccontare. L'appuntamento è sempre a mezzanotte fra 10 anni!!!


Pasquale Innanzitutto spero che tra 10 anni i Date at Midnight siano sempre presenti a se stessi…e già questo sarebbe un bel risultato!!!
Per il resto, credo che se questa band tra un decennio sarà ancora viva & attiva come tutti speriamo, allora la riposta è sin troppo scontata, ed è quella che ha già espresso Francesco (Bahamas incluse…): tra 10 anni i DaM saranno su un palco…possibilmente con tutti i capelli al loro posto! :)



Danilo In sala, e poi su un palco, e poi di nuovo in sala...


Grazie ragazzi. Inutile dirlo, stay goth, e continuate a regalarci belle esperienze musicali!




Le foto che accompagnano questa intervista sono © di Daniele Chaize & Massimiliano Del Prete.
Intervista di
Simona Bonanni






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