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Garageland e altre storie
Garageland e altre storie
Pensieri di una mente scissa
Lunedì, 28 Luglio 2008


“Cause I Love And I Live Primitive”


The Groupies, 1966


 


Ho amato da impazzire Garageland. Anche quando il Faulisi e io avevamo come l’impressione che lì fuori, c’era nessuno o quasi ad ascoltare i Detroit Cobras, i Fleshtones o qualche oscura band del Wisconsin scovata in qualche oscura raccolta di oscure band dei più oscuri anni Sessanta che presentavamo con l’entusiasmo di dodicenni infilati di nascosto al loro primo concerto. Mi procurava un brivido mascalzone lungo la spina dorsale la consapevolezza che in quel momento, da nessun altra parte dell’etere radiofonico italiano - e lo dico con buona approsimazione - stava facendo girare incerti vinili dei Long Ryders o della Chocolate Watchband o di qualsiasi altra band senza una hit in classifica. In nessuna classifica. Noi di Garageland ci sentivamo degli Indiana Jones alla ricerca dell’essenza stessa del rock and roll, della sua primitiva follia. Per quasi tre anni abbiamo rovistato nei bidoni dell’immondizia della storia della musica rock, cercando quei suoni ingenui, maleducati, istintivi, senza additivi, senza coloranti né conservanti: lo possiamo chiamare rockabilly, beat, garage punk o forse più semplicemente punk rock (che non è nato coi Sex Pistols, sia ben chiaro!). 


 


Recentemente sono stato invitato a far girare qualche disco - solo vinile, per il Metius! - in un festival divertentissimo dalle parti di Valpolicella. Ho conosciuto un ascoltatore di Garageland: così entusisasta che se non avessi il cuore di pietra lo avrei abbraccciato in lacrime. Mi raccontava che ogni lunedì sera tornava si sintonizzava su quella che una volta era conosciuta come RockFM proprio per ascoltare il Faulisi e il Metius, segnandosi sul telefonetto i titoli e i nomi dei gruppi che più gli piacevano. Il colpo di grazia mi è arrivato quando mi ha confessato di avere comprato un disco perché conteneva la sigla di Garageland, quella che iniziava col countdown... 


 


Anche solo per questo, ne è valsa la pena.


Goodbye Garageland!


IlMetius ha pasticciato qui alle 13:58 - Link - commenti (6)
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