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INCIPIT...
cassandra
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saippuakivikauppias
posterò gli incipit dei libri che leggo o rileggo al momento...

"...Noi eravamo i bimbi del mare, ma il mare a noi non ci toccava...Ci andavano i bimbi di città, che erano diecimila volte meglio di noi...Avevano nomi tipo Gianrico o Martino o Sebastiano, e mamme clamorose li lasciavano in spiaggia tutto il giorno...Li imbottivano di soldi e non volevano nemmeno sapere dove stavano, basta che stessero da un'altra parte...Le mamme di città arrivavano in Versilia a metà giugno, i mariti le raggiungevano solo in agosto, quando qualcuno l'ha già imbalsamate per bene, diceva il signore dell'edicola vicina alla chiesa... Per il maschio locale, andare con una villeggiante è sempre stato il massimo...Tutto quello che si poteva raccattare da quella gente andava bene...Una mancia,una camicia smessa, una mamma zoccola e annoiata...

Le nostre mamme invece lavoravano l'estate anche più dell'inverno,e se per caso c'era qualcuno che imbalsamava pure loro, di sicuro le trovava molto meno fresche di quelle in villeggiatura, che dei figli sembravano sorelle maggiori...
...Insomma, il mare toccava a quella gente lì, e noi l'estate la spendevamo al buio della sala giochi...
"

Questo era l'incipit di Versilia Rock City di Fabio Genovesi.


Edited by cassandra : September 13, 2008, 4:17 pm

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my yellow brain
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Overdose (September 15, 2008, 10:40 pm)

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michy
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Il mio incipit attuale:


" Ho sempre amato contemplare le nuvole. Niente in natura può competere con la loro mutevolezza e la loro scenografica teatralità. Niente possiede la stessa bellezza effimera e sublime. Se certi meravigliosi tramonti dietro una cortina di altocumuli dovessero dispiegarsi in cielo solo una volta ogni venticinque anni, entrerebbero senza dubbio a far parte delle leggende di tutti i tempi".

Cloudspotting. Una guida per i contemplatori di nuvole. Gavin Pretor-Pinney

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fran
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"Conservo tutto del mio amore. Tranne i piedi, che non sono entrati nella cassapanca"
Autunno era arrivato e aveva ripreso il suo posto.
Dell'ultima estate, del suo clima insolito e delle migliaia di morti per il caldo che avevano nutrito le pagine dei giornali e animato le conversazioni sotto l'ombrellone di improvvisati esperti di meteorologia, a Mediterranea non si parlava più.
Era un pomeriggio di ottobre. Viale dei Gloriosi Liberatori era intasato di automobili impazzite per la pioggia che strombazzavano rabbiosamente cercando di guadagnare qualche metro nei due serpentoni che muovevano in direzioni opposte: l'uno verso il Ponte della Grande Vittoria e il vecchio centro di Mediterranea, l'altro verso i sobborghi nord-occidentali e il quartiere residenziale di MediLand, dove gli sfavillanti centri commerciali erano pattugliati giorno e notte da milizie private, equipaggiate come se dovessero combattere una guerra.

Questo era l'incipit di "La città degli uomini soli" di Marco Innocenti.

E' un libro uscito quest'anno e l'autore è un giovane scrittore di Pisa. L'ho letto ieri sera e mi ha proprio preso.
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civa72 (September 22, 2008, 5:13 pm)

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michy
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Due libri sul mio comodino, una rilettura ed una nuova uscita.

"Il venditore di parafulmine arrivò subito prima del temporale. Avanzava lungo la via di Green Town, in illinois, in un tardo pomeriggio nuvoloso d'ottobre, volgendosi a lanciare occhiate furtive alle proprie spalle. Non molto lontano, folgori immani calpestavano la terra. Non molto lontano, era impossibile negare la presenza di un temporale, simile a una grande belva dai denti terribili. E il venditore faceva tintinnare e sferragliare la grade valigia di cuoio nella quale dormivano invisibile grandi rompicapi di ferro che la sua lingua evocava di porta i porta: fino a quando giunse finalmente in una prato che era completamente sbagliato."

R. Bradbury Il popolo dell'autunno.

"E' strano vedere un'intera specie- miliardi di persone- ascoltare combinazioni di note prive di significato e giocare con esse:miliardi di persone che dedicano buona parte del loro tempoa quella che chiamano "musica", lasciando che essa occupi completamente i loro pensieri. Questo, se non altro, era un aspetto degli esseri umani che sconcertava i Superni, gli alieni dall'intelletto superiore descritti da A. C. Clarke nel romanzo le Guide del Tramonto. Spinti dalla curiosità, essi scendono sulla Terra per assistere ad un concerto, ascoltano educatamente e alla fine si congratulano con il compositore per la sua grande creatività - sebbene per loro l'intera faccenda rimanga incomprensibile. Questi alieni non riescono a concepire che cosa accada agli esseri umani quando fanno o ascoltano musica, perchè in loro non accade proprio nulla: in quanto specie, sono creature senza musica."

Musicofilia. Oliver Sacks

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civa72 (November 18, 2008, 8:48 pm), maggiebungle (September 24, 2008, 6:40 am)

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mirella
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I may be cynical when I say that very rarely is the beloved more than a shaping spirit for the loverís dreams. And perhaps such a thing is enough. To be a muse may be enough. The pain is when the dreams change, as they do, as they must. Suddenly the enchanted city fades and you are left alone again in the windy desert. As for your beloved, she didnít understand you. The truth is, you never understood yourself.

Jeanette Winterson - "Sexing the cherry"


Eclettica.........

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"Finchè ci saranno i macelli, ci saranno campi di battaglia."
www.viverevegan.org
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Masso_the_big
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"L'uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì.
Il deserto era l'apoteosi di tutti i deserti, sconfinato, vasto fino a traboccare nel cielo per quella che sembrava un'eternità in tutte le direzioni. Era bianco e accecante e arido, amorfo salvo che per l'abbozzo labile e nebuloso delle montagne all'orizzonte e per l'erba diavola che portava dolci sogni, incubi, morte. A indicare la via appariva di tanto in tanto una lapide, perché un tempo la pista semicancellata scavata nella spessa crosta alcalina era stata una strada importante, percorsa da carri e corriere. Da allora il mondo era andato avanti. Il mondo si era svuotato. ..."

Questo è l'incipit de: "L'ultimo Cavaliere", il primo volume della saga della "Torre Nera" di Stephen King


Edited by Masso_the_big : November 20, 2008, 5:04 pm

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Strade? Dove stiamo andando non c'è bisogno di strade.
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Jen6
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Oggi la mamma è morta.O forse ieri,non so.Ho ricevuto un telegramma dall\'ospizio:\"Madre deceduta.Funerali domani.Distinti saluti\". Questo non dice nulla:è stato forse ieri.

Lo straniero di A. Camus

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aissela
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Quote From : cornalcielo September 6, 2008, 4:27 pm
" Si sa, capita a tanta gente, ma non si pensa mai che potrebbe capitare a noi. Questo era sempre stato anche il mio atteggiamento. così, quando capitò a me, ero impreparato come tutti e in un primo momento fu come se davvero succedesse a qualcun altro. - Signor Terzani, lei ha il cancro - , disse il medico, ma era come non parlasse a me, tanto è vero (e me ne accorsi subito, meravigliandomi) che non mi disperai, non mi commossi: come se in fondo la cosa non mi riguardasse. Forse quella prima indifferenza fu solo un'istintiva forma di difesa, un modo per mantenere un contegno, per prendere le distanze, ma mi aiutò. Riuscire a guardarsi con gli occhi di un sé fuori da un sé serve sempre. Ed è un esercizio, questo, che si può imparare."

Questo è l'incipit di " Un altro giro di giostra " di Tiziano Terzani





Questo libro l'ho letto in un anno...intervallato da altri....era veramente troppo reale, non mi faceva dormire...................bello e toccante..........

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"anche nella stupidita' ci vuole un po' di fantasia" G.L.Ferretti
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Oddio, pensò, nuda nel letto, mentre rileggeva il libro di Aldington Ritratto Di Un Genio, ...ma è un impostore! Non D.H. Lawrence, ma suo marito- Henry- con quel gingillo di pancione e i capelli che non si pettinava mai e l'abitudine di gironzolare in mutande, e quella di starsene nudo alla finestra ululando come un muezzin; poi le diceva che si stava trasformando in un rospo e che voleva comprarsi un xxxxxx e voleva essere vecchio e affogarsi in mare, e che si sarebbe fatto crescere la barba e sentiva che si stava trasformando in una donna. ...

Questo era l'incipit di: CONFESSIONI DI UN CODARDO, di Charles Bukowski

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Szeretem a Rock Family-t
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fran (November 21, 2008, 3:13 pm)

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fran
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"Conservo tutto del mio amore. Tranne i piedi, che non sono entrati nella cassapanca"
L'ultracentenaria stazione di montagna appare morente e trascurata. Le mura esterne, dipinte tante tempo fa con una sgargiante vernice violacea, marciscono per umidità e per incuria. Erbacce e ruggine si contendono i pochi centimentri quadrati di superfici e di strutture ancora salubri. Sporcizia, lattine vuote e cartacce impregnano gli sconnessi pavimenti del minuscolo androne.

Questo era l'incipit di "La stazione del dio del suono" di Danilo Arona


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gdio
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...sempre voluto aggiungere qualcosa, ma avuto sempre poco tempo per farlo...eccomi ora
"It was a pleasure to burn
It was a special pleasure to see things eaten, to see things blackened and changed. With the brass nozzle in his fists, with the great python spitting its venomous kerosene upon the wolrd, the blood pounded in his head, and his hands were the hands of some amazing conductor playing all the symphonies of the blazing and burning to bring down the tatters and charcoal ruins of history."

questo era l'incipit di Fahrenheit 451 di Ray Bradbury nella sua lingua d'origine con la quale si esprime appieno tutta la poesia che c'è dentro, se non lo avete mai letto così, ve lo consiglio caldamente...


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gdio's mind dungeon

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fran (November 23, 2008, 5:25 pm), laurage (December 1, 2008, 8:10 pm), laurage (December 1, 2008, 8:09 pm)

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Quote From : gdio November 23, 2008, 5:00 pm


questo era l'incipit di Fahrenheit 451 di Ray Bradbury nella sua lingua d'origine con la quale si esprime appieno tutta la poesia che c'è dentro, se non lo avete mai letto così, ve lo consiglio caldamente...


In assoluto uno dei miei migliori autori e ovviamente libri

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xray81
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l'essere si disvela nel suo nascondimento
Quando si svegliava in mezzo ai boschi nel buio e nel freddo della notte allungava la mano per toccare il bambino che gli dormiva accanto. Notti più buie del buio e giorni uno più grigio di quello appena passato. Come l'inizio di un freddo glaucoma che offuscava il mondo. La sua mano si alzava e si abbassava ad ogni prezioso respiro. Si tolse di dosso il telo di plastica, si tirò su avvolto nei vestiti e nelle coperte puzzolenti e guardò verso est in cerca di luce ma nn ce n'era. Nel sogno da cui si era svegliato vagava in una caverna con il bambino che lo guidava tenedolo per mano. Il fascio di luce della torcia danzava sulle pareti umide piene di concrezioni calcaree. Come viandanti di una favola inghiottiti e persi nelle viscere di una bestia di granito. Profonde gole di pietra dove l'acqua sgocciolava e moromorava. I minuti della terra scanditi nel silenzio, le sue ore, i giorni, gli anni senza sosta. Poi si ritrovarono in una grande sala di pietra dove si apriva un lago nero ed antico.

"Questo era l'incipit di: " La Strada" di Cormac McCarthy.

CHEERS!!!!
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fran (November 24, 2008, 3:24 pm)

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livia
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ascoltatrice frazionata dal 2003!
Io ero, quell'inverno, in preda ad astratti furori. Non dirò quali, non di questo mi son messo a raccontare. Ma bisogna dica ch'erano astratti, non eroici, non vivi; furori, in qualche modo, per il genere umano perduto. Da molto tempo questo, ed ero col capo chino. Vedevo manifesti di giornali squillanti e chinavo il capo; vedevo amici, per un'ora, due ore, e stavo con loro senza dire una parola, chinavo il capo; e avevo una ragazza o moglie che mi aspettava ma neanche con lei dicevo una parola, anche con lei chinavo il capo. Pioveva intanto e passavano i giorni, i mesi, e io avevo le scarpe rotte, l'acqua che mi entrava nelle scarpe, e non vi era più altro che questo: pioggia, massacri sui manifesti dei giornali, e acqua nelle mie scarpe rotte, muti amici, la vita in me come un sordo sogno, e non speranza, quiete.

Conversazione in Sicilia - Elio Vittorini


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pop kills your soul
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laurage
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"life is a journey, not a destination"
Il container dondolava mentre la gru lo spostava sulla nave. Come se stesse galleggiando nell'aria,lo sprider, il meccanismo che aggancia il container alla gru, non riusciva a domare il movimento. I portelloni mal chiusi si aprirono di scatto e iniziarono a piovere decine di corpi. Sembravano manichini.Ma a terra le teste si spaccavano come se fossero crani veri.Ed erano crani.

questo era l'incipit di Gomorra, di Roberto Saviano
(magari uqlacuno l'ha già citato)
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fran (November 29, 2008, 5:47 pm)


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